IMG 20200319 165637EL COR CHE BAT

Al cor che_bat_n.1_gennaio-febbraio

Al_cor_che_bat_n.2_marzo-aprile

 

IN QUESTO PERIODO DI RESTRIZIONI E DI ISOLAMENTO DEI NOSTRI NONNI SIA DAL TERRITORIO CHE DAI LORO CARI, NOI EDUCATORI E OPERATORI CI STIAMO IMPEGNANDO PER ESSERE IL PIU’ PRESENTI POSSIBILI, IN MODO DA IMPEGNARLI IN ATTIVITA’ E LABORATORI, DISTRARLI DALLA NOSTALGIA E FARLI SENTIRE MENO SOLI. NON SIAMO LA LORO FAMIGLIA MA POSSIAMO ESSERE DI CONFORTO E DI SOSTEGNO IN QUESTO MOMENTO COSI’ DELICATO E DIFFICILE. GLI OPERATORI OLTRE AL LORO PREZIOSO LAVORO DI ASSISTENZA CI AIUTANO NEL FARLI GIOCARE A CARTE, NEL FARLI DIPINGERE, NELL’ACCOMPAGNARLI IN GIARDINO A FARE DELLE PASSEGGIATE, NEL PRENDERSI CURA DELLEIMG 20200319 130116 LORO MANI. NOI EDUCATORI ABBIAMO RIDISTRIBUITO IL NOSTRO ORARIO IN MODO DA ESSERE IL PIU’ PRESENTI POSSIBILI DURANTE LA SETTIMANA E NEL WE. ANCHE NOI COME ALTRE STRUTTURE ABBIAMO APPESO IL NOSTRO DRAPPO PORTAFORTUNA CON LA SCRITTA “ANDRA’ TUTTO BENE”!! ANCHE SE NON SI POSSONO ACCAREZZARE POSSIAMO STARE LORO VICINI CON UNO SGUARDO ACCOGLIENTE E PIENO DI FIDUCIA, CON UN SORRISO, CON DELLE PAROLE AFFETTUOSE E DI SOSTEGNO, CON UNA VOCE CALMA E RASSICURANTE . IN QUESTO MOMENTO E’ FONDAMENTALE ESSERCI.

ABBIAMO ATTIVATO LE VIDEOCHIAMATE E CONSEGNIAMO LETTERE DI FIGLI E DISEGNI DI NIPOTI.

SI POSSONO VEDERE DALLA FINESTRA.

VORREMO POSTARE UNA POESIA CHE UNA FAMILIARE HA SCRITTO PER I NOSTRI NONNI:

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“LA BELLEZZA DEL COLORE PER ARRIVARE FINO AL CUORE.

QUANTI ARCOBALENI DISEGNATI CON I COLORI PIU’ SVARIATI,

MATITA, TEMPERA, PENNARELLO

IL VERDE, IL ROSSO, L’ARANCIONE, IL GIALLO, IL VIOLA E IL BLU…PER

 RENDERE TUTTO PIU’ BELLO,

E PER IL VIRUS..DI COLORE NON CE N’E’ PIU’…..

ALLORA, SENZA COLORE, DISEGNO UN FIORE, VE LO REGALO NONNI,

CON SEMPLICITA’ E LA FORZA DELLA VITA PRESTO LO COLORERA’.

VI VOGLIO UN ARCOBALENO DI BENE.”

ALFONSINA

IMG 2627ANCHE QUEST'ANNO IL 5 DICEMBRE ABBIAMO AVUTO LA SPLENDIDA VISITA DEL NOSTRO CARO SAN NICOLO' CEH HA PORTATO TANTI DONI AI NONNI BUONI!! IL NOSTRO "CORPULENTO" SAN NICOLO E' DAVVERO DI MISURA XXL, ANCHE IN SIMPATIA! TANTI HANNO VOLUTO UNA FOTO E QUALCHE SIGNORA ANCHE UN BACINO DAL SIMPATICO VECCHIETTO. RIGRAZIAMO MOLTO SAN NICOLO' E IL SUO AIUTANTE PER LA GRADITA VISITA E VI ASPESTIAMO ANCHE L'ANNO PROSSIMO!

3f6e8445 0f23 4786 ba66 c2a043b89bfcQUEST’ANNO LE STRUTTURE PER ANZIANI DI LENTIAI, MEL E TRICHIANA DEL COMUNE DI BORGO VALBELLUNA HANNO ADERITO AL PROGETTO NAZIONALE “NIPOTI DI BABBO NATALE” PROMOSSO DALLA ONLUS “UN SORRISO IN PIÙ” DI COMO.

UN PROGETTO PIENO DI VITA, CHE IL PERSONALE DELLE TRE STRUTTURE HA ABBRACCIATO SUBITO CON ENTUSIASMO, DEDICANDOSI CON IMPEGNO E GIOIA ALLA RACCOLTA DEI DESIDERI DEI NONNI CHE VI ABITANO.

“LA SUA BELLEZZA E LA SUA FORZA STANNO INNANZITUTTO NELLA POSSIBILITÀ, CHE VIENE DATA AGLI ANZIANI, DI POTER ESPRIMERE UN DESIDERIO. PUÒ SEMBRARE UNA COSA BANALE, MA PER UN ANZIANO OSPITE DI UNA STRUTTURA RESIDENZIALE, IN UNA FASE DELLA VITA IN CUI SONO PRINCIPALMENTE ALTRI A DECIDERE PER LUI, RISCOPRIRE UNA DIMENSIONE DI ASCOLTO DI SÉ E DI LEGITTIMAZIONE DI UN DESIDERIO, È QUALCOSA CHE PUÒ PORTARE NUOVA LINFA E NUOVA VITA.”

DICEMBRE È STATO UN MESE RICCO SIA PER LA RACCOLTA DEI DESIDERI (CANZONI, LIBRI, GOLFINI, PROFUMI, PENNE, SCIARPE, PIETRE PREZIOSE, MANICURE, ANDARE DALLA PARRUCCHIERA, INCORONAZIONE A REGINA, GITE IN MONTAGNA SONO ALCUNI DI QUELLI ESPRESSI) SIA PER LA CONOSCENZA DEI VARI DONATORI, OVVERO I NIPOTI DI BABBO NATALE, CHE DA OGNI PARTE D’ITALIA HANNO RISPOSTO ALL’INIZIATIVA E CHE CI HANNO PROFONDAMENTE RINGRAZIATO PER L’OPPORTUNITÀ DI DONARE, DI REGALARE UN SORRISO, DI AVERE ANCORA UN NONNO DA ACCUDIRE E A CUI PENSARE CON AFFETTO, SIA PER LA CONSEGNA DEI 174 MERAVIGLIOSI PACCHI NATALIZI CHE DI GIORNO IN GIORNO CI SONO STATI RECAPITATI DI PERSONA O TRAMITE SPEDIZIONE.0a472af4 69fa 4464 afc1 5b71584cc9f9

IL SAPERE CHE QUALCUNO HA PENSATO AD OGNUNO DI LORO, DEDICANDO DEL TEMPO E DELLE RISORSE PER REGALARE LORO UN MOMENTO DI FELICITÀ, LI HA FATTI SENTIRE PIÙ IMPORTANTI, SPECIALI E MENO SOLI! LA MAGIA ESISTE! LA MAGIA DELLA RELAZIONE, CHE ARRICCHISCE E NUTRE SIA CHI DONA CHE CHI RICEVE, E ANCHE CHI ASSISTE COME NOI A TANTI GESTI AMOREVOLI!

I NONNI, IL PERSONALE E LA DIREZIONE DI ESSEPIUNO SERVIZI E LENTIAI SERVIZI RINGRAZIANO DI CUORE LA GENEROSITÀ DI TUTTI I NIPOTI ED AUGURANO A TUTTI SERENE FESTIVITÀ.

 

IMG 1472QUEST’ANNO NELLA STRUTTURA PER ANZIANI DI TRICHIANA IL “LIVE MOTIVE” È L’INTEGRAZIONE CON IL TERRITORIO E IN PARTICOLARE CON LE SCUOLE E GLI ALUNNI DELLE ELEMENTARI. NEL MESE DI MAGGIO SI È SVOLTO IL PROGETTO “NONNO CHI SEI? LA SCOPERTA DELL’ALTRO ATTRAVERSO LA RELAZIONE D’AIUTO” UN PROGETTO IN COLLABORAZIONE CON LA SCUOLA PRIMARIA DI SANT’ANTONIO DEL TORTAL. IL PROGETTO, CHE COME OBBIETTIVI PRINCIPALI HA AVUTO QUELLI DI CREARE UN PONTE ATTRAVERSO IL GIOCO E UNA RELAZIONE D’AIUTO CONSAPEVOLE TRA LE DUE GENERAZIONI, SI È ARTICOLATO IN DUE FASI: LA PRIMA FASE DI FORMAZIONE IN CUI L’EDUCATORE DEL CENTRO SERVIZI DI TRICHIANA È ANDATO NELLA SCUOLA PER PARLARE CON I BAMBINI DELLE RISORSE E DEI LIMITI DELLA PERSONA ANZIANA. IN OGNI CLASSE UN’ORA DI DISCUSSIONE DOVE I BAMBINI HANNO AVUTO LA POSSIBILITA’ DI CAPIRE QUALI POSSONO ESSERE I LIMITI DI UNA PERSONA ANZIANA COSTRETTA IN CARROZZINA O QUALI POSSONO ESSERE LE DIFFICOLTA’ DI RELAZIONE CON UNA PERSONA CON PROBLEMI DI MEMORIA, HANNO SPERIMENTATO LA CONSAPEVOLEZZA DELLA RELAZIONE D’AIUTO E IL SENSO DI EMPATIA. NELLA SECONDA FASE È STATA ORGANIZZATA UN’ATTIVITÀ SPECIFICA PER OGNI CLASSE CON IL FILO COMUNE DEL GIOCO A FARE DA MEZZO PER LA RELAZIONE. CON LA PRIMA E LA SECONDA ELEMENTARE ALCUNE ANZIANE DELLA STRUTTURA DI TRICHIANA SONO STATE ACCOMPAGNATE ALLA SCUOLA DI SANT’ANTONIO PER FARE DEI LABORATORI CON IL TEMA DEI GIOCHI DI UNA VOLTA. QUINDI ABBIAMO VISTO I BAMBINI CHE VOLENTIERI IMPARAVANO IL GIOCO DEL “RODOLET” O QUELLO DEI “SASET”. PER LA TERZA ELEMENTARE SONO STATI I BAMBINI A RECARSI NELLA STRUTTURA DI TRICHIANA E QUESTA VOLTAIMG 1587 INSIEME AD UN GRUPPO DI ANZIANI HANNO DISEGNATO E COLORATO DEI RITRATTI RAFFIGURANTI ALCUNI GIOCHI DI UNA VOLTA, UN MEZZO CONCRETO PER STIMOLARE LA RELAZIONE. CON LA QUARTA ELEMENTARE, CHE ANCH’ESSA SI È RECATA NELLA STRUTTURA, SI È SVOLTA UNA VERA E PROPRIA GARA A SQUADRE CON IL GIOCO DEL “SILO” (GIOCO DI UNA VOLTA IN CUI BISOGNAVA FAR CENTRO CON DEI SACCHETTINI IN UNA BUCO SU UNA TAVOLA POSTA AD UNA CERTA DISTANZA) E ANCHE QUI IL GIOCO È STATO UN VEICOLO PER LA RELAZIONE E I CONFRONTO CON L’ANZIANO. IN FINE, CON LA QUINTA ELEMENTARE, ESSENDO I BAMBINI UN PO’ PIU’ GRANDI, HANNO FATTO DELLE INTERVISTE IN STRUTTURA IN RAPPORTO UNO A UNO CON GLI ANZIANI APPROFONDENDO IL TEMA DEI GIOCHI DI UNA VOLTA. GLI EDUCATORI DELLA STRUTTURA PER ANZIANI E GLI INSEGNATI DELLA SCUOLA SONO RIMASTI MOLTO SODDISFATTI DELL’ESPERIENZA E SI RIPROPONGONO DI PRESENTARE IL PROGETTO ANCHE L’ANNO PROSSIMO.

5 Convegno Le Mani che Nutrono articleimageL’Educatrice Katia Mione ha partecipato al 5° Convegno “LE MANI CHE NUTRONO – L’EDUCAZIONE AL CONTATTO PER UNA SOCIETA’ EMPATICA. IL VALORE DEL BUON CONTATTO DALLA NASCITA A LLA SCUOLA ALLA SOCIETA’” portando la sua esperienza col buon contatto nel Centro Servizi per l'anziano di Trichiana sia nella pratica quotidiana che attraverso alcuni casi reali all’interno dei progetti “Gruppo con-tatto” e “Piedi in acqua: impronte di vita”. L'ingresso in una struttura per un anziano rappresenta un momento di forte cambiamento delle condizioni ambientali, affettive e comportamentali, uno sradicamento. L'anziano compie un passaggio cruciale e senza ritorno. Una persona non è solo frutto dei suoi geni, ma risultato dell'interazione con l'ambiente, lo stile di vita, con la qualità dei pensieri e delle emozioni che sceglie e vive e che diventano molecole di benessere o fattori di rischio. E' quindi necessario creare un clima e un ambiente favorevoli, nuovi punti di riferimento che permettano alla persona anziana di adattarsi, di ristabilire un equilibrio, imparando a condividere spazi nuovi con persone per lo più estranee e di interiorizzare una serie di regole e di ritmi diversi da quelli abituali. A peggiorare l'iniziale fase di smarrimento si aggiunge spesso un quadro clinico di demenza, ma l'anziano non equivale alla sua malattia. Guardare alla demenza non significa guardare ai suoi limiti, alle perdite di memoria e abilità cognitive, ma far emergere le possibilità che vivono nelle persone. La più importante è la capacità di sentire e provare emozioni e sentire quelle degli altri. Occorre una cultura che oltre al fare unisca la capacità e il voler essere tra le pieghe della malattia in grado di cogliere la bellezza di un corpo segnato dalle fatiche, dai lutti e dalle ferite, di accogliere e trasformare il dolore. L'anziano ha il diritto di continuare a sentire se stesso pur nel succedersi dei cambiamenti, ad avere una propria identità personale, che significa riconoscersi in uno spazio proprio e riconosciuto dagli altri per ciò che è. Uno spazio non anonimo ma contenitore di senso, con relazioni e stimoli che sappiano conservare, motivare, appagare e riscoprire se stessi. La persona anziana è un patrimonio da custodire, ha capacità, possibilità e bisogni relazionali, affettivi ed emotivi. Anche dove la parola è compromessa bisogna dar voce alle emozioni, perché il non poter riuscire ad esprimere i propri bisogni non significa non averne. Ed è proprio in questa prospettiva che il buon contatto diventa fondamentale strumento del prendersi cura dell'altro, una consapevolezza che il fare, prima di tutto, deve essere sentito. E' un modo di essere che conferma l'altro nel valore della sua esistenza, riaffermando la sua totalità e unicità come individuo. Non ci si deve mai abituare alla sofferenza altrui. Il corpo è la continuità del se', simbolo della propria storia. In questa fase della vita così delicata e fragile, ha bisogno di essere riconosciuto, toccato, accarezzato al di là del suo decadimento, per far sentire la persona anziana degna di rispetto, soggetto d'incontro e non solo oggetto di cura. Buon contatto significa guardare insieme all'anziano cosa sta succedendo, partendo dall'accettare, accogliere e comprendere il suo vissuto, le sue “parole” e i suoi stati d'animo. Attiva nel qui ed ora, la prospettiva spazio-temporale di chi soffre di demenza, modalità espressive e relazionali arcaiche, lasciate intatte dalla malattia e recuperabili. Il tocco crea un ponte di fiducia che non lascia sola la persona con le sue paure e ne riduce la confusione e l'isolamento: la persona si sente considerata e accudita e non rifiutata. La potenza dell'agire sentito sta nell'attenzione allo sguardo e alle mani come veicolo d'incontro al di là delle parole, permette la connessione con i paesaggi interiori della persona. Se sei guardato e toccato risvegli la consapevolezza del corpo e il corpo diventa cosciente di tutte le sensazioni dentro di sé. Esistere è anche qualcuno che ti tocca. È fondamentale che questo avvenga con presenza, cuore e gentilezza, con la consapevolezza che ogni cosa di noi tocca l'altro. Solo così rappresenta una conferma affettiva e una sicurezza di base che mette in moto fenomeni psico-fisici positivi, migliorando la qualità di vita e nutrendo il desiderio di affrontare ogni giorno da protagonista e non semplice spettatore. La pratica del buon contatto attraverso il massaggio attiva diversi processi funzionali a livello dei sistemi nervoso, endocrino, immunitario, offrendo una riduzione del dolore, rilassamento, sollievo, calma e un benessere globale. L'immobilità di molti anziani altera la percezione confondendo lo schema corporeo con minor consapevolezza del proprio corpo, dei suoi limiti e del mondo circostante. Il contatto permette di ridisegnare nella mente i propri confini fisici e quelli degli oggetti/persone vicine, permettendo di relazionarsi ad esse. Un corpo non percepito è il simbolo di un corpo non abitato e inespresso. La pratica del buon contatto è un'occasione per i familiari di riavvicinarsi e riconciliarsi con i loro cari in quanto rappresenta un nuovo e potente linguaggio per relazionarsi ad essi, con un forte valore di trasmissione affettiva. Il contatto con l'anziano è una grande sfida per la nostra crescita personale. E’ uno specchio in cui le nostre resistenze, le paure di ciò che non siamo mai stati, si sovrappongono alla percezione dell'altro, e ne rendono difficile la comprensione. Ma vi è una grande opportunità: scoprirci in un terreno ancora fertile, che restituisce ogni nostro sguardo, ogni tocco, come un arricchimento inatteso.

 

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